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ANTONELLO VENDITTI Che fantastica storia è la vita CD - HEINZ MUSIC 2003 |
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Che fantastica storia è la vita - Io e mio fratello - Lacrime di pioggia - Non c'è male - Con che cuore - Estate rubino - Ruba - Il sosia - Che fantastica storia è la vita (long version) Io e mio fratello scritta e cantata con Franceco De Gregori Che fantastica storia è la vita e Io e mio fratello, special guest Gato Barbieri Se non fosse che è veramente un bel disco dall'inizio alla fine (dote rara oggigiorno...) e se non fosse che è un ritorno importante (l'ultimo album inedito di Venditti risale a quattro anni fa) lo si dovrebbe comprare ed ascoltare (e riascoltare) anche solo per il titolo: Che fantastica storia è la vita è, infatti, già di suo un gran bel titolo, che sa di inizio e di fine, che sa di una bella storia da raccontare. E di storie Antonello ne racconta tante in questo nuovo lavoro: in primis la propria, costruendo un ponte virtuale con il suo passato, riportandoci fino al Folkstudio insieme al suo "fratello bello" Francesco De Gregori, con cui condivise l'esordio (Theorius Campus, nel lontano 1972) e con cui oggi gioca in Io e mio fratello: "il mio miglior nemico, il mio peggiore amico... e chiamami stasera, ma non aspettarmi stasera... tanto lo so che mi chiami... tanto lo so che mi ami". Ma il viaggio inizia (e finisce) con la title-track, una Sotto il segno dei pesci "venticinque anni dopo" che scatta dei flash nella vita di quattro personaggi: c'è Antonio (Antonello?), cantautore, c'è Laura, ragazza madre (Sara?), c'è Gesù, pescatore, e c'è Aisha, omaggio all'algerino Khaled e alla sua Aisha, nome che significa proprio "vita". Ed è proprio su questo episodio che il brano si illumina: parte l'emozionante intervento del sax di Gato Barbieri (ancora più godibile nella long version del brano) e subito la mente vola a Modena, maiuscolo brano di Buona Domenica, altra straordinaria collaborazione tra il sassofonista argentino ed il cantautore romano. Non da meno gli altri musicisti che hanno collaborato a questo lavoro: Derek Wilson alla batteria, Fabio Pignatelli al basso, Mario Schilirò e Toti Panzanelli alle chitarre, solo per citarne alcuni. Tornando ai brani dell'album, ecco Estate rubino, suggestiva pennellata di nostalgia sulla leggerezza degli amori estivi ("se ci hai lasciato il cuore tu lo ritroverai, giù nel capanno vuoto ad ascoltare il mare") e potenziale nuovo hit "vendittiano"; poi la provocante Non c'è male ("la proposta ci pare interessante, noi paghiamo lei resta riverente" e ancora "c'è una bomba in stato interessante dentro ogni povero deficiente"); c'è poi Il sosia, divertente brano satirico diretto discendente dei brani L'uomo Falco e L'ottimista (rispettivamente 1978 e 1984) in cui stavolta il protagonista fa, di mestiere, il sosia al Presidente ("finchè lui me lo consente") e accetta di buon grado di apparire in ogni occasione al posto suo (pur se "quando sto solo viaggio al posto dell'autista, tornare a casa ogni sera è una conquista di sinistra"), ma "al derby no, io non ci voglio andare, io interista nella fossa del leone"! E ancora Lacrime di pioggia, toccante ballata dall'atmosfera quasi onirica, dedicato alla memoria del padre: un cerchio che chiude ciò che Mio padre ha un buco in gola aveva aperto, con tutt'altri toni, nel 1973 all'interno dell'album Le cose della vita; e direttamente dal 1973 arriva la settima traccia dell'album, Ruba, brano recentemente riemerso in un album di inediti di Mia Martini e che Antonello scrisse (senza pubblicarlo) sulla "domenica di sangue" irlandese del 1972 e che ora suona come un inno pacifista attualissimo ("ruba tutto il sangue ed il petrolio, ruba tutto il male e la fame della gente... e se il fucile lo verrà a cercare, amalo, tu lo vedrai abbassare"). Infine la perla del disco, una delle più belle canzoni d'amore degli ultimi tempi, Con che cuore, scritta a sei mani con Maurizio Fabrizio (coautore anche del brano che dà il titolo all'album e che qui suona anche il pianoforte) e Vincenzo Incenzo; questo brano sarà parte della colonna sonora del nuovo film di Leonardo Pieraccioni, Il Paradiso all'improvviso, nei cinema a Natale. Concludendo, un felicissimo ritorno, consigliato a tutti, ma soprattutto a chi, come il sottoscritto, ha amato e consumato i solchi di album storici di Antonello Venditti, come Sotto il segno dei pesci e Buona domenica: bentornato Antonello! maurosassi © 2003 |
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