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PAUL McCARTNEY Roma, Via dei Fori Imperiali 11 maggio 2003 |
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L'auto scivola veloce sulla Nomentana, ma nella mente scorrono ancora le soffici note di The long and winding road, uno degli ultimi pezzi della storia dei Beatles e uno degli ultimi pezzi ascoltati in questa tiepida magica notte di maggio, una notte che ha visto riunirsi un pubblico di 500 mila persone, insieme per vedere, sentire e fare la storia. Già, perchè questa sera di storia ne abbiamo vista e sentita tanta, da riempire occhi e cuore, da sentirsi parte di un momento importante; una storia pulita, di festa, che finalmente stona questi giorni battaglieri e selvaggi. Dopo un concerto benefico per pochi intimi, tenutosi ieri sera dentro il Colosseo di Roma (e che diverrà probabilmente presto un Dvd), Sir Paul McCartney stasera ha tenuto un concerto gratuito (offerto da Telecom e dal Comune di Roma) sulla via dei Fori Imperiali, stavolta davanti all'antico anfiteatro. E, come dicevo, mezzo milione di persone si è dato appuntamento in questi luoghi di rara bellezza, per assistere a questo scontro di titani, per ascoltare un monumento della musica contemporanea snocciolare oltre 35 diamanti in musica, raccolti dall'epico repertorio dei Beatles e dalla sua scintillante carriera solista. Ma non c'è violenza in questo scontro, il neosessantenne di Liverpool veste di colori il Colosseo che, sornione, accetta di buon grado, dall'alto dei suoi oltre duemila anni, ed offre una cornice inedita ad uno spettacolo indimenticabile ed emozionante. Ed è emozionato, Paul McCartney (che di folle oceaniche ha lunga esperienza), è conscio di aggiungere un momento storico alla propria carriera, e si cimenta persino nella presentazione in italiano dei vari brani, sostenuto da una nuova band, dal suono giovane, fresco e (in alcuni brani) quasi "hard", e da un palco mirabolante di effetti, schermi e luci. Ma stasera lo spettacolo scende dal palco e si dipana fino a Piazza Venezia (con numerosi maxischermi ed impianti acustici di straordinaria qualità piazzati lungo il viale), si spalma sui ruderi dei Fori fino a raggiungere il complesso del Vittoriano; ed è davvero uno spettacolo vedere tutte queste persone, apparentemente così diverse, convenute da ogni angolo del globo, intonare all'unisono pietre miliari della musica: Hello goodbye, All my loving, Your loving flame (dedicata alla giovane moglie Heather), Getting better, We can work it out, Here today (dedicata a John Lennon), Something (dedicata a George Harrison), Eleanor rigby, Here there and everywhere, Michelle, Band on the run, My love (dedicata alla scomparsa ex-moglie Linda e a tutti gli innamorati presenti), Let it be, Hey Jude, Yesterday e persino una versione Maccartiana di Volare, in omaggio all'Italia. Difficile, davvero difficile spiegare le sensazioni che attraversano questo oceano di anime, emozioni che dichiarano il potere supremo della musica, che aprono il cuore e lo rendeno leggero e libero di cantare, di inseguire melodie e refrain che ormai il mondo intero ha nel dna. E, nel tripudio di questo magico rito, anche una luna d'argento si eleva curiosa dal Colosseo, ad apporre il sigillo ad una notte perfetta. maurosassi © 2003 ...dalla scaletta: dall'inizio alla fine, non c'è un brano che si possa dimenticare, non si può scindere un'emozione... |
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