MIMMO LOCASCIULLI

Piano piano

CD - HOBO 2004

Un po' di tempo ancora - Randagio - Hotelsong - L'inverno - Olio sull'acqua - Vanina - Piano piano - Tu no - L'interpretazione dei sogni - Vola vola vola - Lettere dalla riserva

Bonus tracks: Odor di maggio e Hotelsong (Bern version)

Tutti i brani sono di Mimmo Locasciulli tranne:

Randagio di Locasciulli, Ruggeri, Locasciulli

Hotelsong di Locasciulli, Huber

L'inverno di Locasciulli, GuidoElle

Olio sull'acqua di Locasciulli, Ruggeri, De Gregori

Tu no di Piero Ciampi

Prima di scrivere del nuovo disco vorrei chiarire un punto che mi sta molto a cuore: Mimmo Locasciulli è senza dubbio uno dei più grandi cantautori italiani, di quelli da citare tra i migliori in assoluto, interprete ed autore tra i più sensibili, una delle penne più ispirate che la canzone italiana possa vantare, musicista capace e dotato che dal 1981 al 1983 ha offerto la propria opera (su disco e in tour) al servizio di Francesco De Gregori (ogni volta che ascoltate La donna cannone ricordatevi che sono le dita di Mimmo che accarezzano i tasti, in quel dolcissimo giro di pianoforte...), artista che ha dato alle stampe quindici album (più una manciata di raccolte) in quasi sei lustri di carriera (siamo infatti "intorno a trent'anni" dall'esordio discografico, avvenuto nel 1975 con Non rimanere là). Un grande artista, dicevamo, che ha avuto un paio di momenti in cui pareva assurgere alla massima popolarità, con gli album Intorno ai trent'anni (1982) e Sognadoro (1983) e con la partecipazione al Festival di Sanremo del 1985 con il brano Buona fortuna, ma che poi, per scelta o per caso (o forse entrambi) è rimasto un po' nel limbo di quei personaggi amati dalla critica e da quella fascia di pubblico alla ricerca della qualità. Ed è proprio a questa che Locasciulli ha sempre puntato, evitando il più possibile, dopo l'esperienza sanremese, tutti i meccanismi dell'industria discografica, tutte le apparizioni "marchetta", fondando una propria etichetta e rendendosi discografico per se stesso e per altri (tra le sue produzioni vanno segnalati i nomi di Stefano Delacroix, Goran Kuzminac, Gigliola Cinquetti, Claudio Lolli, Roberto Kunstler ed Alessandro Haber) e prendendosi grandi soddisfazioni sul palco del Club Tenco, prestigiosa manifestazione a cui è stato invitato numerose volte. Impossibile non citare brani come Confusi in un playback (scritto e cantato in coppia con Enrico Ruggeri), Intorno a trent'anni, Cala la luna, Povero me (scritto a quattro mani con De Gregori), Clandestina, Lo zingaro, Piccola luce, Natalina, Stella di vetro o la recente Aria di famiglia: tutti delicati affreschi di vita quasi sempre intrisi di un velo di nostalgia, canzoni che sono senza tempo e che potrebbero essere state scritte ieri come trent'anni fa, scevre dall'influsso di mode passeggere, sempre suonate con finezza e sobrietà, figlie di un'enorme capacità creativa e di una sensibilità estrema.

E siamo ai giorni nostri, giorni chiassosi e guerrafondai, giorni in cui l'apparire è fondamentale e l'essere è relegato ad accessorio; in questi giorni Mimmo dà alle stampe un nuovo lavoro che è un immenso respiro poetico, un altro dei suoi capolavori fuori dal tempo, uno dei dischi più belli in assoluto degli ultimi anni, nove brani inediti (più un'azzeccatissima cover di Tu no di Piero Ciampi e la riuscitissima versione italiana di Hotelsong dei Patent Ochsner) vestiti (anzi, svestiti) da arrangiamenti totalmente acustici: tantissimo pianoforte, la complicità del contrabbasso dell'amico Greg Cohen (superbo collaboratore, tra gli altri, di Tom Waits, Bill Frisell, Dave Douglas, Laurie Anderson, Lou Reed, Randy Newman ed Elvis Costello) e di un selezionato gruppo di fidati compagni di viaggio (Massimo Buzzi e Stefano Parenti alla batteria e alle percussioni, Massimo Fumanti e Gianni Delconte alle chitarre acustiche, Giovanna Famulari e Fabrizio Fabiano al violoncello, Matteo Locasciulli al contrabbasso, Michael Applebaum al filicorno e alla tromba, Eric Daniel al clarinetto e al sax). Il concetto dell'album è molto chiaro fin dal titolo, Piano piano: un evidente riferimento al pianoforte, che fa da gentile padrone di casa, ma anche all'atmosfera di serenità, un approccio delicato indispensabile per chi ci rende partecipi dei propri appunti di memoria e ci invita a sfogliare un album di ricordi, tra echi, racconti, volti e fotografie di vita quotidiana. Locasciulli non suona più alla nostra porta, si limita ad inviarci, in un respiro di vento, un invito ad andarlo a trovare: "Quando sarai stanco di viaggiare... Quando sarai stanco di giocare la partita... Quando sarai stanco di non vincere più niente... Quando sarai stanco di aspettare, leggi le mie lettere e vienimi a cercare: vivo la mia vita tra i papaveri e il grano, il cielo è trasparente, il mondo gira piano... Vienimi a cercare, io ti aspetto qui" canta nella straordinaria Lettere dalla riserva (quasi un manifesto del Locasciulli-pensiero) perchè "C’è tempo, c’è tempo, c’è un po’ di tempo ancora, c’è tempo, c’è ancora tempo per ritrovarci qui" come sottolinea nel brano d'apertura dell'album, la stupenda Un po' di tempo ancora. Non si può dire che vi sia un brano trainante o uno che funga da riempitivo: tutti i pezzi sono indispensabili alla meravigliosa riuscita dell'album, che scorre dolce e fresco come un ruscello di montagna, creando atmosfere ora surreali (Randagio, scritta con Enrico Ruggeri), poi oniriche (L'interpretazione dei sogni), ora autobiografiche (Piano piano), poi d'amore (L'inverno) passando per Vola vola vola, bella canzone di libertà cantata in dialetto abruzzese, Olio sull'acqua, magnifico brano scritto con De Gregori e Ruggeri e Vanina, ottimo brano che fonde la storia della Vanina Vanini di Stendhal con quella di Vanina Abati, protagonista del film La prima notte di quiete di Valerio Zurlini. Chiudono quest'album (venduto al prezzo speciale di 15,45 euro) due bonus tracks a sorpresa: la splendida Odor di maggio (scritta da Locasciulli per l'album Tuttintorno del 1990 di Gigliola Cinquetti ed ora interpretata dall'autore in versione acustica) e una diversa versione di Hotelsong (cantata con Büne Huber e i suoi Patent Ochsner) già uscita a luglio 2003 nei paesi di lingua tedesca su Cd singolo (abbinata a Natalina, cantata in tedesco dalla band bernese).

In conclusione, un disco come non se ne sentiva da tempo: un altro capolavoro firmato Mimmo Locasciulli, fatto col cuore, per gente di cuore.

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