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GREY Sulphur CD - ARTES 2004 |
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Love, hours passing - Drink caffeine, still floating - My sweet hell - Traffic bulge - Between us - Head fit - Kinda sick - Inside your insides - Toilet smells & luxury - Johnny Prodotto da Giulio Casale & Grey Sto inserendo nel lettore un Cd che è arrivato sulla mia scrivania qualche giorno fa: si chiamo Sulphur, ha una copertina che è un inferno di rosso, alla cui base si scorge la sagoma di un elefante che si incammina verso una foresta infuocata ed è inciso dai Grey. Mai sentiti, penso tra me e me, ma la copertina mi attrae... Mentre nel cielo scuro della capitale l'inverno sta combattendo la sua battaglia con la primavera, sferzando le sue armi finali di vento gelido e pioggia incessante, parte il primo pezzo dell'album, Love, hours passing. Mi lascio andare sulla poltrona, complici il buio che ha invaso la stanza ed il suono fluido ed ipnotico della chitarra, ed inizio il mio sprofondare negli inferi sulfurei del suono dei Grey: la voce è suadente come il peccato e disperata come un rimpianto, mi prende per mano e mi conduce dentro un incanto psichedelico, dove Jeff Buckley è frontman dei Pink Floyd, dove Radiohead e Coldplay stringono un patto di musica e sangue con i Nirvana, in un'amalgama originale e di grande suggestione che prosegue nella successiva Drink caffeine, still floating, onirica ed acida, splendida. "...love out on the scene today, singing love too late", la chitarra sta ancora fluttuando le ultime note dalle casse che vengo sbalzato in My sweet hell; Caronte ha raggiunto la riva ed è il momento di scendere: "...my sweet hell calls, still I'm hiding, don't be late, my sweet hell calls, I'm hurrying, don't be late...". Esco dal sogno, proprio mentre parte Traffic bulge: certo che questi inglesi lo sanno proprio suonare il rock, si sente dalle sonorità, dalla produzione, dalla scrittura, dal modo di suonare. Chissà se in Italia riusciremo mai ad eguagliarli? Difficile, molto difficile... Beh, dico inglesi, poi magari sono americani! Massì, questo è un suono che proviene dalla costa ovest, si sente dalle sfumature, c'è dentro tutta l'anima di Seattle... Agguanto la copertina, mentre fuori la notte ha quasi annegato il giorno, e tento di leggere, nel fuoco che avvolge i crediti, i nomi dei componenti: Luca Palleschi, vocals, guitar; Paolo Soragna, guitar; Andrea Mazzocchi, bass; Diego Tinini, drums. Saranno italoamericani, figli di emigranti...? ("...succumb and be my rebel on a stormy ground..." sta cantando intanto mr. Palleschi in Between us...) Vediamo cosa dice il comunicato stampa... dove l'ho messo? Eccolo! "I Grey nascono a Mantova nel 2001" (...a Mantova???) "Le prime jam sessions producono subito risultati convincenti, la strada sembra quella giusta e la band decide quindi di registrare alcuni brani nello studio casalingo di un amico. Elephants fall," (ah, ecco... l'elefante!) "il demo autoprodotto nel 2002, è permeato da suoni elettroacustici, lenti e malinconici con alcuni accenni psichedelici. Il lavoro ottiene subito un riscontro molto positivo, e questo porta la band a suonare dopo poco in alcuni club italiani e a farsi conoscere dal pubblico. Il demo viene inoltre accolto favorevolmente da stampa specializzata e radio rock italiane e straniere. Recensioni positive compaiono inoltre in numerosi siti internet, suscitando l'interesse di molti addetti ai lavori, tra i quali quello di Federico Sparano di Artes Records. Nel 2003, con la produzione di Giulio Casale" (Giulio Casale, quello degli Estra? Pensa te!) "i Grey entrano in studio per registrare il loro Cd d'esordio, in uscita nel mese di marzo 2004 su etichetta Artes Records, distribuzione Mescal/Sony Music al prezzo speciale di 15,45 euro.". Ma sono italianissimi!!! ...e che disco! Dieci bei brani di vero rock con sonorità davvero internazionali, ben prodotti, che trovano i momenti migliori nei tre pezzi iniziali (Love, hours passing, Drink caffeine, still floating e My sweet hell, primo singolo estratto dall'album, non a caso quello che ha il maggior potenziale d'impatto), nella radiofonicità di Kinda sick (possibile futuro hit) e nei più sulfurei (come da titolo dell'album) Johnny, Beetween us e Head fit. Energia e malinconia, apparentemente opposti, trovano una felice convivenza nel disco d'esordio di questa band da non perdere di vista: il capolavoro è dietro l'angolo. Intanto l'orizzonte capitolino si è tinto di un tramonto irreale... "Johnny was gone, and started dancing, dancing in the air... and for the sky, he left, he just left, Johnny left, Johnny...". maurosassi © 2004 |
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