CARAVANE DE VILLE

Casbah

CD - CYC PROMOTIONS 2004

Uragano (ipnotico arabico) - Hanabel - Jamila - Casbah - Pomeriggio tropicale - Nostra Signora dei Diseredati - Tempi tribali - Nubi di guerra - La verità è nascosta - Il puma - Pranzo reale - Uragano

Produzione artistica: Josh Sanfelici

Proseguendo sotto lo slogan di "100% meticcio metropolitano" esce questo nuovo bel lavoro dei Caravane De Ville, dopo il precedente Metropolis, del 2001. E se il primo (uscito poco dopo la strage delle Twin Towers) conteneva storie metropolitane di chiara ispirazione newyorkese (nonchè una cover di Tom Waits), questo nuovo album, nato durante la guerra in Iraq, in un periodo in cui l'oriente è di predominante attualità, punta l'attenzione e gli strumenti verso est, ponendo come filo conduttore l'incontro/scontro tra culture così diverse, testimoniando, con collaborazioni eccellenti, una convivenza possibile.

Seguiamo allora la carovana emiliana di Sara Piolanti (voce), Deborah Walker (violoncello), Giovanni Rubbiani (chitarra acustica e autore di quasi tutti i brani, già nei Modena City Ramblers), Erik Montanari (chitarra elettrica), Nicola Bonacini (baso), Marco Rutelli (percussioni) e Michele Mazzieri (batteria): sarà un viaggio dai forti sapori speziati, contaminato dalle infinite sfumature e dai mille colori che ormai hanno invaso le nostre strade, gnocco fritto e kebab, cappelletti e curry, lambrusco e tè alla menta. I carri prendono la via dell'oriente con un Uragano, ipnotica introduzione che, come un ponte spazio/temporale ci teletrasporta direttamente alla meta, dove ci accoglie la sensuale e ambigua Hanabel, primo singolo dall'album, originalissima strenna dei Caravane De Ville ai fans, che hanno potuto scaricarlo gratuitamente (completo di copertina fronte/retro) fin dallo scorso dicembre sul sito ufficiale del gruppo, come succosa anteprima dell'album (insieme a Nostra Signora dei Diseredati). Siamo già in piena Casbah, tutto intorno a noi si muove, colorato e magico, e la protagonista ci coinvolge fin da subito in una "tempesta ormonale", una sorta di orgasmo tra oriente e occidente, svincolato dalla distinzioni di sesso e razza ("...donna su uomo, donna su donna..."): "...ed è vivo e pulsante, strisciante su me, il pensiero indecente di cedere...", come non lasciarsi andare? Socchiudiamo gli occhi e, quando li riapriamo, siamo alla festa di Jamila ("...donna da maritare, giovane sposa, sposa felice da amare...") e via ancora, nella Casbah, dove dalle strette strade che circondano la Moschea tutti convergono al bazar ("...girano le voci... ...corrono veloci... ...e mi perdo nella Casbah... ...e il fumo dà le vertigini"); è tempo di rilassarsi nell'aria calda e immobile di un Pomeriggio tropicale. Ma la calma dura poco, la quiete è storico preludio alla tempesta, non ci rimane che rivolgere una preghiera a Nostra Signora dei Diseredati, perchè "è l'ora dei guerrieri coi Ritmi tribali, è l'ora dei selvaggi coi totem nucleari..." e all'orizzonte già si intravedono Nubi di guerra. La Casbah non brulica più di vita, il serpente è uscito dalla cesta e danza un ballo di morte, la televisione spara a raffica le proprie menzogne, ma "La verità è nascosta, è ferma in agguato, è tra scaffali e vetrine al supermercato...", occorre un nuovo eroe, qualcuno che sappia muoversi in fretta per spezzare le sbarre della gabbia mediatica: eccolo è Il puma, che "...osserva il mondo e il mondo non gli somiglia... ....distingue il vero, annusa la strada e segue il sentiero... ...libero il cuore, libera la mente". Ma questa è un'altra storia, nella Casbah dei Caravane De Ville è rimasto giusto il tempo per un Pranzo reale a base di "...pace da bere, pace da mangiare, pace da mordere, pace da succhiare..." quindi, d'improvviso, lo stesso Uragano che ci aveva introdotto nel sogno ci prende e ci trascina in alto; stavolta la voce di Sara è presente e ci accompagna, suadente, nel volo ("...sto volando a testa in giù... ...aspettando l'uragano che spazza via tutto il grigio e lo sporco...".

Le carovane sono tornate là dov'erano partite, lasciandoci tra le mani un grande disco, ricco di belle collaborazioni (Tate Nsongan dei Mau Mau, la posse tunisina dei Wled Bled, il cantante marocchino Aziz Riahi, per non parlare della produzione artistica di Josh Sanfelici, già bassista di Mau Mau e Fratelli di Soledad), traboccante di contaminazioni; ma non si pensi ad un noiosissimo disco etnico: questo è un disco di rock italiano, un rock coraggiosamente speziato. Ed il risultato è esaltante, bello e coinvolgente dall'inizio alla fine. Ma ora scusate, le carovane stanno ripartendo... aspettatemi!!!

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