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MASSIMO BUBOLA Segreti trasparenti CD - ECCHER MUSIC 2004 |
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La sposa del diavolo - Specialmente in gennaio - Roger McClure - Stai con me - La fontana (e la domenica) - Entrambi - Quella campana - Tutto è legato - Per quanto tempo - Jetta 'a luna - Tornano i santi Hybrid SuperAudioCd Prodotto da Massimo Bubola e Michele Gazich Potrei parlarvi di una carriera da cantastorie quasi trentennale, portata avanti senza fretta, disseminando il cammino di uscite discografiche rade e, anche per questo, preziose; una carriera partita nel 1976 con l'album Nastro giallo, seguito poi da Marabel (1979), Tre rose (1981), Massimo Bubola (1982), Vita, morte e miracoli (1989), Doppio lungo addio (1994), Amore e guerra (1996), Mon Tresor (1997) e Diavoli e farfalle (1999). Potrei poi raccontarvi dei notevoli dischi live degli ultimi anni, Il cavaliere elettrico (vol. I, II & III), usciti nel 2001 e 2002, ricchi di emozionanti versioni di grandi brani scritti per altri prestigiosi artisti (uno su tutti Il cielo d'Irlanda, portato al successo nel 1992 da Fiorella Mannoia) ed altri raccolti dal proprio pregiato repertorio. Potrei quindi citare l'eccezionale e stretta collaborazione con l'immenso Fabrizio De Andrè, da cui sono nati gioielli come Rimini, Una storia sbagliata, Fiume Sand Creek, Andrea, Don Raffaè, solo per citarne alcuni. Potrei continuare ancora, ma le cristalline note del nuovo lavoro di Massimo Bubola (inciso, in modo superbo, in SuperAudioCd e coprodotto dallo stesso Bubola con il polistrumentista Michele Gazich, pregevole complice) rapiscono immediatamente la mia attenzione fin dal primo brano, La sposa del diavolo, una magnifica ballata che riprende un'antica canzone di mare scozzese, melodica ed ipnotica allo stesso tempo, seducente dialogo tra un demoniaco marinaio tentatore e la sua malaccorta vittima (magistralmente interpretata dalla felpata voce di Luciana Vaona). E mentre l'inferno inghiotte "nel gorgo scuro" il demone e la propria sposa, sboccia come una miracolosa rosa d'inverno il secondo brano, Specialmente in gennaio, canzone di doloroso rimpianto dedicata "a F. dall'altra parte del vento" (De Andrè si è regalato alle stelle proprio in gennaio) adagiata su una musica tutt'altro che triste, con delicati echi di spiagge lontane, creati dalla steel guitar e dal mandolino: un dolce contrasto che illumina la ballad e crea un ricordo sentito ed appassionato, un augurio di buon viaggio per chi ha lasciato le fredde brume terrene per calde assolate nuvole caraibiche, perchè "dovunque sei, dovunque vai, c'è una musica più in là". Il disco continua e, come un vino di gran pregio, decanta, si ossigena e assume nuovi profumi e nuovi sapori, sempre più intensi e rotondi, tra canzoni d'amore pure come Stai con me, ed altre di squisito gusto irlandese, come La fontana (e la domenica), eccelso primo singolo dall'album, o Entrambi, sul dilemma di una scelta amorosa; poi ancora l'originalissima e deliziosa Tutto è legato e la toccante Quella campana, stupendo brano a cavallo tra canzone e preghiera, struggente dedica ad un affetto (e ad un'età) volati "ai confini del tempo". La degustazione, ricca di altre perle tutte da scoprire (ora da meditazione, ora da tutto pasto), si conclude con Tornano i santi, pezzo dall'incedere solenne che si avvale della collaborazione di Mark Olson (ex leader dei Jayhawks) e di Victoria Williams. Potrei ora dirvi che questo nuovo disco di Massimo Bubola fa venire voglia di buttare nel pattume radio e tivù, con il loro rumoroso e violento brusio (e sarebbe, comunque, il mio crudo e reale pensiero); mi limiterò più semplicemente a dirvi che quest'album è una dolcissima e limpida dichiarazione d'amore alla vita, soprattutto quando ci volta le spalle, quando ci mette in ginocchio, quando ci porta via ciò che di più caro abbiamo, quando ci rende sconfitti e perdenti. Ma questi tormentati "segreti", una volta resi "trasparenti" e condivisi, perdono la loro spasmodica drammaticità ed è allora che la vita ci regala un immenso respiro, un nuovo cielo terso, bello e luminoso come questo disco, splendido gioiello senza tempo. maurosassi © 2004 |
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