BRYCHAN

Roma, Big Mama

11 novembre 2003

Peccato, peccato davvero per chi non c'era stasera al Big Mama di Roma... Si è perso Brychan, con il suo mondo e la sua musica unica, un artista di cui già si parla tanto e che presto sarà nelle orecchie di tutti, forte di una voce eccezionale e di un repertorio assolutamente fresco ed originale, di una tecnica chitarristica davvero notevole e di una simpatia che conquista.

Viene dal Galles, Brychan, dove nel 1988 formò i Jess, con cui, in veste di autore, chitarrista e cantante, incise quattro album e con cui vinse i Wales Sgrin Rock Awards come "Miglior Album Gallese", "Miglior Gruppo Gallese" e "Miglior Cantante"; mica male come inizio, vero? Ma c'è di più: una volta sciolti i Jess eccolo al fianco di Mike Peters (ex Alarm, altra anima speciale...) nei suoi progetti da solista, poi, proseguendo il suo percorso di ricerca, lo si poteva incontrare sui palchi dei club (inglesi ed italiani) in tour acustici, ma anche per proporre il nuovo progetto U4Ria, una contaminazione tra jazz, folk celtico, jungle ed elettronica. Poi la strada si fa chiara ed ecco Veleno Rumoroso, il primo album solista, un gioiellino breve ed intenso per sola chitarra e voce, registrato tutto in presa diretta, in inglese e gallese. Ora il percorso è segnato e, alla fine dell'anno successivo, il 1999, è pronto il secondo lavoro, Vexed Fanatica, un disco già maturo, registrato in parte anche in Italia, con ospiti speciali e splendidi brani, figli della grande curiosità per tutti i generi musicali che affascina da sempre il gallese, che lo porta a rimanere stregato dagli strumenti folkloristici del nostro sud, nella fattispecie da quelli calabresi, e che lo condurrà a collaborazioni con vari artisti locali, ma non solo. Sono infatti numerosissime le collaborazioni di Brychan con musicisti di ogni etnia, da Alessio Bertallot a Cristina Donà, da Hywel Maggs a Eric Wood, dai Modena City Rambler al Parto Delle Nuvole Pesanti, da Dave Alvin a Randy Bernsen, solo per citarne alcuni. Nel marzo 2001 esce Bad Pink Vibe, terzo album, ed è subito evidente che Brychan sta viaggiando nella giusta corsia: la critica si innamora del disco ed i numerosissimi concerti che seguiranno incessanti per quasi due anni saranno premiati da una folta partecipazione di pubblico. E' il  2003. Dopo, manco a dirlo, una primavera/estate di concerti tra l'Emilia e il Galles, a fine ottobre esce Reel In Between, la dichiarazione d'intenti di Brychan: un disco davvero "nel mezzo", in cui il gallese apre le gabbie della musica e fa volare note e strumenti, finalmente liberi da etichette e generi, un matrimonio d'amore tra cuore e cumputer, celebrato da Brychan, con la produzione di Paolo Benvegnù, a cui sono stati invitati chitarra elettrica e vibrafono, batteria e violino, elettronica e bouzouki.

E siamo al presente: con la morbida precisione del basso di Gabriele Tommasini (Violet Eves), con l'attento motore ritmico della batteria di Mimmo Mellace (Parto Delle Nuvole Pesanti) e con le accurate armoniche della chitarra di Anthony Sebastianelli (Stone Free), "il Brychano" (così lo chiamano, in Italia, amici e fans) è tornato questa sera al Big Mama di Roma, dove ha proposto uno show energico e sincero, proponendo quasi tutto l'ultimo album e alcuni pezzi del passato; il tutto in una veste sempre nuova, caratteristica di una musica sempre in movimento, da ascoltare con attenzione, ma anche da ballare. E la serata ha inizio con Diamonds, seguita da Reelin' e Rainbow, tutte dall'ultimo Cd; chi non abbia mai visto un concerto dell'artista gallese, non può non notare come si trasfiguri in volto durante l'esecuzione delle proprie composizioni, come se ogni volta le riscrivesse, le rivivesse daccapo: decisamente un altro Brychan rispetto a quello brillante che scherza, spiega e introduce i brani in un italiano ormai perfetto, variegato da termini "Brychantici". Tornando al concerto, si prosegue con un brano in gallese, Ar Gael, poi si torna all'ultimo lavoro con la splendida The Wasp e via così fino alla fine della prima parte, chiusa da Popstars. Un po' di birra e si riparte alla grande con Vendetta, fino alla finale Bad Pink Vibe. Non è ancora il momento di andarsene, il palco si incendia con i bis di rito: la trascinante Peace Of Mind e Nothing Lost, brano che chiude l'ultimo album ed anche questa magnifica serata.

Come non complimentarsi con i ragazzi del gruppo, con Brychan e con la formidabile Cyc Promotion, l'etichetta emiliana per la quale incide il grande gallese e che ha il notevole merito di averlo portato alla ribalta? Grandi!

E voi stasera non c'eravate? Vi siete persi qualcosa di importante, ma ne sentirete parlare molto presto, davvero molto presto...

maurosassi © 2003

...dalla scaletta: Rainbow - Ar Gael - The Wasp - Little bitter skirt - Popstars - Desert flower - Bad pink vibe - Peace of mind - Nothing lost

 

 

 

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